Il 21 marzo, primo giorno di primavera, coincide con la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, istituita dall’associazione Libera. Una ricorrenza di profondo valore civile e simbolico, che ogni anno mobilita migliaia di persone in tutta Italia per affermare con determinazione la necessità di contrastare ogni forma di criminalità organizzata attraverso la memoria condivisa e l’impegno collettivo.
Anche l’Istituto Superiore “Ruggiero D’Altavilla” ha voluto essere parte attiva di questa importante iniziativa, aderendo con entusiasmo alla manifestazione che si è svolta a Trapani. Una rappresentanza di studenti e docenti ha partecipato al corteo che ha attraversato le strade cittadine, portando con sé striscioni, pensieri e parole, ma soprattutto nomi: quelli delle oltre mille vittime innocenti delle mafie, letti ad alta voce con rispetto e commozione.
In un contesto carico di significato, i nostri studenti hanno testimoniato il loro ruolo di cittadini consapevoli, capaci di riconoscere il valore della memoria e l’importanza dell’impegno civile. La loro partecipazione, fatta di volti giovani e voci determinate, ha rappresentato un segnale concreto di speranza, legalità e responsabilità sociale.
«Oggi siamo qui non solo per camminare, ma per farci sentire. Noi ragazzi abbiamo una forza grande: quella di unirci, di muoverci insieme, di scegliere da che parte stare. Camminare insieme significa capire che il cambiamento è possibile, che la nostra voce conta. È questa la strada giusta, e oggi la stiamo percorrendo insieme». Con queste parole, pronunciate al microfono durante la manifestazione, uno degli studenti ha voluto sintetizzare il senso profondo della giornata. Il suo slogan, ripetuto a gran voce, è stato: “La mafia uccide, il silenzio pure. Noi pensiamo, noi parliamo, noi marciamo.”
La partecipazione dell’Istituto alla Giornata della Memoria e dell’Impegno conferma il valore educativo della scuola come presidio di legalità, promotrice di una cittadinanza attiva e consapevole. Un impegno che si rinnova quotidianamente nel legame con il territorio e nella formazione delle coscienze.
Perché la memoria è un seme: solo se coltivata con cura e responsabilità potrà generare i frutti di una società più giusta e libera da ogni forma di sopraffazione.



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